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E’ arrivato con cinque gare di anticipo il titolo mondiale per Jonathan Rea. Un titolo sognato, rincorso con grande costanza, ambito e concretizzato al culmine di una complicata gara 1 del round spagnolo, conclusa con il quarto posto finale.

Gli sarebbero bastati soltanto sei punti per centrare l’obiettivo ma Johnny non appartiene alla categoria di quelli che corrono per il semplice gusto di farlo, i risultati parlano chiaro : venti volte sul podio di cui dodici sul gradino più alto, nelle ventidue gare disputate.

Johnny ha ampiamente dimostrato la sua voglia di emergere, di vincere, ed anche oggi lo ha fatto nonostante la cattiva sorte abbia provato a mettergli i bastoni fra le ruote in quello che può dirsi il week end peggiore di tutta la stagione, vessato da problemi tecnici che lo hanno costretto a due gare in penombra.

JONATHAN REA - WORLD CHAMPION SBK 2015

"Questo è un momento incredibile della mia carriera perché ho cominciato con il motocross quando avevo sei anni, ho passato il tempo nei circuiti di gara con mio padre e sono cresciuto nel mondo delle corse, così ho sempre sognato di diventare campione del mondo. Essere finalmente qui è incredibile. Insieme alla mia famiglia abbiamo fatto un sacco di duro lavoro, sacrificio, dedizione, ma la maggior parte di tutto questo non sarebbe stato possibile senza il supporto di Kawasaki. Voglio ringraziare il mio team manager Guim Roda e Steve Guttridge di KME che ha veramente creduto in me e mi ha dato questa opportunità.

Vedere i miei meccanici mettere l’adesivo con il numero 1 sulla moto mi è sembrato davvero strano, sono così felice e grato per questa opportunità. Ci sono stati molti momenti belli ma anche difficili. Momenti come questo sono resi ancor più speciali dalle sfide che ho affrontato nonostante qualche infortunio, un polso rotto e una brutta frattura del femore. Quando ho visto il Campionato del Mondo 2002 conteso da Colin Edwards e Troy Bayliss ho avuto tanta ispirazione ed è diventato il mio sogno. Mi sono detto che dovevo fare questo. Quindi, anche nei momenti difficili non ho mai dubitato delle mie capacità.

Finalmente siamo qui oggi, spero che questo mio risultato possa ispirare anche altri giovani piloti ad iniziare e dare a quelli che sono già in corsa lo stimolo per non rinunciare al loro sogno. In questo momento non mi sembra ancora vero, ma io sono campione del mondo e sono davvero orgoglioso."

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