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Test : 100 km in sella alla Moto Guzzi V7 Stone

24 Febbraio 2013. Pubblicato in Test e prove

 test moto guzzi v7 stoneFebbraio, ore 17:00 di un sabato pomeriggio, squilla il telefono, un amico di vecchia data mi annuncia di aver finalmente trovato la moto dei suoi sogni e mi chiede assistenza in quanto trattandosi di un usato, non vuole essere bidonato.

L'istinto motociclistico misto all'astinenza invernale, mi porta ad accettare immediatamente e con grande entusiasmo l’invito, mosso anche da una certa curiosità nei confronti del "ferro" in questione, una Moto Guzzi V7 Stone del 2012.

Insomma un'imperdibile occasione per uscire dall'esilio domestico ed accumulare un centinaio di chilometri in sella alla bicilindrica 750 di Mandello del Lario.

Via verso Reggio Calabria quindi, in treno e bardato di tutto punto come un biker provetto. Al nostro arrivo in concessionaria, la moto, con soli 800 km all’attivo erà lì in bella mostra, perfetta in ogni dettaglio, completamente intonza. Premetto che non sono un amante delle moto classiche, tantomeno delle Guzzi, ma il mio interesse per questo modello è cresciuto di pari passo con l'attenzione che il pubblico di ogni età ha rivolto al mezzo in questione.

E così alla nuova V7, va il merito di aver riavvicinato i giovani ad una categoria un po’ dimenticata e passata in secondo piano per via del boom, in questi ultimi dieci anni, di naked e sportive ultra-performanti.

STYLING

Lo stile della Guzzi V7 ricorda le moto anni sessanta, essenziale ma curato, la livrea in nero ruvido accentua ancor più il concetto "nuda e cruda" mentre particolari cromati come gli scarichi, le maniglie passeggero e il bordo del faro, tutti di ottima qualità, conferiscono alla moto l'immancabile tocco "elegance". I cerchi a sei razze, da 18" all'anteriore e da 17" al posteriore, sono anch'essi di colore nero opaco, gradevoli alla vista in quanto accentuano il dualismo moderno-retrò.

La strumentazione è composta da due elementi circolari analogici ; tachimetro e contagiri rispettivamente a destra e a sinistra, entrambi valorizzati dal bordo circolare cromato. Nel primo trova spazio un piccolo display con le funzioni di contachilometri totale e parziale, mentre nel secondo vi è un comodo indicatore della temperatura atmosferica e l’orologio. Un pò duretti da azionare i due pulsanti di selezione e reset delle funzioni, inoltre non mi sarebbe dispiaciuto trovare un indicatore del livello benzina.

MOTORE

test moto guzzi v7 stone 004Il bicilindrico a V di 90° 4 tempi, 4 valvole ( 2 per cilindro), raffreddato ad aria ed alimentato tramite l'impiego di un unico corpo farfallato Magneti Marelli MIU3G da 38 mm di diametro, è in grado di erogare la potenza massima di 50 CV a 6200 giri, mentre la coppia massima pari a 60 Nm è disponibile già a 2800 giri.

Buono il primo valore, ottimo il secondo. Entrambi sono stati ottenuti riprogettando il 70% dei componenti del motore che adesso promette maggior spunto sul misto stretto, sempre all'insegna dell'economia di esercizio, grazie ai consumi ridotti. Questi unitamente al serbatoio della benzina maggiorato (22 litri) fanno si che l'autonomia massima si attesti intorno ai 500 km. La trasmissione finale a cardano fa il resto abbattendo i costi di manutenzione (la casa dichiara cambi olio ogni 10.000 km).

FRENI E SOSPENSIONI

Ricordo di aver già provato una V7 in occasione del demo ride Aprilia/Moto Guzzi del 2008. L’esemplare da me testato in quell'occasione aveva mostrato una frenata poco efficace, tant'è che ero sceso dalla moto quasi incredulo. In questa occasione invece mi sono dovuto ricredere; il disco anteriore da 320mm di diametro è morso da una pinza Brembo a 4 pistoncini differenziati e contrapposti, quest’ultima è collegata ad una pompa di tipo assiale tramite tubazioni aeronautiche che rendono più potente la frenata grazie alla maggior pressione nel circuito che si traduce in maggior mordente delle pastiglie freno sul disco.

Al posteriore invece vi è un disco da 260mm di diametro morso da una pinza flottante a due pistoncini. 

Le sospensioni sono di tipo tradizionale, la forcella telescopica idraulica ha diamentro di 40 mm, escursione di 130 mm ed è priva di regolazioni mentre la coppia di ammortizzatori posteriori, hanno una corsa utile di 118 mm e sono regolabili nel solo precarico.

IMPRESSIONI DI GUIDA

Subito dopo aver adagiato le chiappe sulla morbida sella, l’indole cittadina della V7 si avverte all’istante, soprattutto quando si è abituati, come il sottoscritto, a posizioni da film per adulti tipiche delle sportive prestanti di ultima generazione. Busto eretto, sella ampia, pedane basse e serbatoio stretto, sono alcuni accorgimenti che rendono piacevole cavalcare la Moto Guzzi V7. La moto offre comfort e spazio anche a pilota e passeggero, quest'ultimo viene ospitato al meglio a bordo e può contare, oltre che su un’ampia porzione di sella, su due comode maniglie.

Il manubrio è posto alla giusta altezza e ad una distanza ottimale dal busto del guidatore, così da favorire una postura rilassata e il miglior controllo possibile della moto. I blocchetti elettrici sono robusti e di ottima fattura, purtroppo però le leve del freno anteriore e della frizione non sono regolabili nonostante i 7300 euro che occorrono per portare la Stone a casa.

I comandi trasmettono il giusto feeling al guidatore, i poggiapiedi gommati sono comodi, tuttavia per azionare il freno posteriore avrei preferito un pedale con una superficie di contatto più ampia, in Guzzi invece hanno replicato a specchio la stessa leva utilizzata per il comando cambio. La frizione non è eccessivamente pesante da azionare ed è tarata bene.

Il bicilindrico Guzzi nel primissimo range di giri motore, ovvero 2000-2500 giri/min, si è rivelato un po’ scorbutico. Forse il rodaggio non ancora ultimato o l’iniezione elettronica tarata in maniera grossolana, tant'è che gli strattoni frequenti e poderosi non mi hanno permesso di guidare in maniera fluida, sopratutto nelle code cittadine. Penso tuttavia che tale comportamento riguardi solo l'esemplare da me provato e credo sia risolvibile con un'adeguata messa a punto della iniezione.

Le vibrazioni, sono una nota dolente...confesso che all’inizio può sembrare divertente ma a lungo andare ci si stanca. Immaginate di dover percorrere 100 km di autostrada seduti su un martello pneumatico...beh magari la V7 non è proprio paragonabile al nervoso attrezzo perforatore ma una volta scesi dalla moto proverete una bella sensazione di sollievo. Dai 2300 giri in su il motore diventa più corposo, regolare e più prevedibile nel comportamento.

I due cilindri non intralciano durante la guida ma scaldano abbastanza ed essendo molto vicini alle ginocchia, possono provocare delle scottature soprattutto in estate se si è abituati a guidare in pantaloncini.

La moto ha il grande vantaggio di essere leggera, questa caratteristica unitamente all’altezza della sella non eccessivamente elevata (805 mm da terra) e all'ampia sterzata, rendono la V7 idonea all'utilizzo in città. Il cambio è morbido, preciso, rapido negli innesti e silenzioso...un capolavoro !

In movimento la Guzzi si è rivelata equilibrata, onesta nel comportamento dinamico, prevedibile. L’impianto frenante è idoneo al tipo di moto, modulabile ma allo stesso tempo potente quando si tirano le leve. In alcune frenate repentine le pinze hanno reagito immediatamente alla pressione della leva e nonostante il maggior peso dato dal trasporto del passeggero, la moto si è fermata tranquillamente senza scomporsi, merito anche della solida forcella istallata su questa V7 Stone. Quest'ultima assorbe bene le buche e anche nel pavè non entra in crisi mentre i due ammortizzatori posteriori sono un pò cedevoli, in particolare nel pavè cittadino, ove nell'utilizzo in coppia occorre indurire un pò le molle per evitare di arrivare frequentemente al fondocorsa.

I silenziatori fanno il loro lavoro in maniera egregia rendendo la V7 particolarmente silenziosa a qualsiasi andatura...gli amanti delle personalizzazzioni potranno contare su numerosi accessori come borse, pedane rialzate, ammortizzatori a gas, componenti alleggeriti e scarichi aperti.

GALLERIA FOTOGRAFICA

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Pregi

Posizione di guida | peso ridotto | consumi ridotti | costi di gestione bassi

Difetti

Erogazione ai bassi regimi | vibrazioni eccessive | teste dei cilindri molto vicine alle ginocchia dei guidatori alti oltre 1.70 mt

Inconvenienti riscontrati

Nessuno

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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