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Geoff Duke e Co indossano i primi esemplari di tute per motociclistiNel medioevo i cavalieri proteggevano il loro corpo dai fendenti indossando delle solide e pesanti armature metalliche, concetto che negli anni è stato reinterpretato ed adattato in ambiti differenti, fra i quali anche quello motociclistico.

Negli anni 40, l'abbigliamento tecnico per andare in moto non esisteva, o meglio era costituito da capi di uso quotidiano come il classico dolcevita di lana, giubbetto in pelle ovina, pantaloni knickerbockers meglio conosciuti come "zuava" e stivali con stringhe. La prima tuta da moto in pelle fece la sua comparsa nel 1950, anno in cui il pilota del motomondiale Geoff Duke catalizzò l’attenzione su di se presentandosi in pista con in dosso una tuta intera, con lo scopo di migliorare l'efficienza aerodinamica dell'insieme pilota-moto.

Ben presto la tuta da moto fu utilizzata da molti altri piloti ed assunse la funzione sempre più importante di proteggere chi la indossava, dalle terribili conseguenze delle cadute. In quegli anni correre in moto era estremamente rischioso, il livello di sicurezza dei circuiti era nullo e quasi ad ogni gara qualcuno ci lasciava le penne, tuttavia l’utilizzo delle tute in pelle non poteva assolvere a carenze ben più grandi come la totale mancanza di vie di fuga nei circuiti.

EVOLUZIONE TECNICA

Privi di protezioni interne, larghi e svolazzanti, poco protettivi, i primi modelli di tuta erano anche poco confortevoli in quanto sprovvisti di zone elastiche, ostacolavano i piloti nell'assumere la corretta posizione di guida. Solo a partire dal 1954 si iniziarono ad affinare le tecniche costruttive, di conseguenza aumentò la comodità dei capi che permettevano ora movimenti migliori e un minor carico di stress per il pilota che poteva quindi concentrarsi meglio in gara.

Si cercò di aumentare gli standard di sicurezza offerti, dapprima migliorando la vestibilità del capo e successivamente affiancando all’uso della pelle animale, delle protezioni interne (antishock) che avevano il compito di attutire gli impatti.

Protezioni anti-shock : delle protezioni integrate nelle tute motociclistiche, avrebbero assorbito più efficacemente urti e traumi alle parti più esposte del corpo. Morbide su fianchi e coccige, rigide su spalle, gomiti e avambracci, ginocchia e tibia, le protezioni antishock oggi realizzate in poliuretano e materiali plastici, aumentarono notevolmente il grado di protezione delle tute.

Sliders o saponette : uno degli elementi più caratteristici delle tute le famose "saponette", furono introdotte negli anni 70 dai piloti Barry Sheene e Roberto Gallina, erano fatte con pezzi di visiera attaccate con nastro adesivo, protezioni che man mano andarono migliorate, insieme alla vestibilità delle tute, con l’introduzione di inserti elastici per far sì che aderissero meglio senza spostarsi.

Esse dovevano assolvere alla funzione di punto di contatto tra il ginocchio del motociclista e l’asfalto nelle curve veloci.

Gobba aerodinamica : nel 1987 iniziò la sperimentazione di un'appendice aerodinamica dalla doppia funzione, migliorare i flussi aerodinamici dell'insieme moto-pilota e al tempo stesso proteggere maggiormente la zona superiore della colonna vertebrale. Negli ultimi anni lo spazio all'interno della gobba aerodinamica è stato sfruttato per inserire delle sacche idriche per idratare il pilota durante le gare più torride. appendice-aerodinamica-gobba-tuta-moto

Pelle di canguro : il 1987 fu anche l'anno di inizio della sperimentazione delle prime tute in pelle di canguro, portate in gara successivamente da Doohan e Biaggi. La pelle di canguro a parità di resistenza con la pelle bovina ha spessore inferiore ovvero minor peso e maggiore elasticità.

LE TUTE MODERNE

Pelle bovina o di canguro con cuciture in Kevlar, protezioni composite su spalle e ginocchia, inserti elastici e alta vestibilità sono gli elementi che garantiscono gli standard qualitativi elevati delle tute da moto moderne. Frutto delle esperienze di tanti anni di corse e della continua ricerca attuata dalle aziende specializzate, le tute continuano la loro evoluzione con l'introduzione di protezioni anche per il torace (chest protector), con l'adozione di materiali come il d3o e degli airbag, capaci di proteggere in maniera più efficace il busto di chi le indossa.

Per le saponette vengono utilizzati materiali plastici a base di teflon, un polimero che ha fra le sue caratteristiche quella di generare poco attrito, in grado quindi di offrire appoggio e scorrimento, in alternativa esistono altre due tipologie di materiali, il titanio e il cuoio. Costose e spettacolari le prime, durevoli le seconde.knee-slider-saponetta-tuta-moto

Placche in titanio su ginocchia e spalle hanno la funzione di ridurre l'attrito e favorire lo scorrimento sull'asfalto rendendo meno traumatica la scivolata.

LE TUTE DEL FUTURO

Analizzando la direzione intrapresa dalle case costruttrici, ci auguriamo di poter indossare in un futuro non troppo lontano tute realizzate con materiali completamente sintetici, leggeri e confortevoli, ma al tempo stesso in grado di proteggere il corpo umano efficacemente anche negli incidenti stradali.

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