Amarcord
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Quando mi si chiede quale avvenimento ha caratterizzato gli anni 90 motociclisticamente parlando, la risposta più naturale ed immediata che mi viene di pronunciare è "...il boom degli Scooter !".

Proprio all'inizio degli anni 90, ero arrivato alla fatidica età ( 14 anni ) in cui la legge italiana ti permette di guidare un mezzo a motore, pertanto ricordo con grande nostalgia quel periodo in quanto la mia passione per il mondo delle moto venne a galla.

All'epoca la mobilità a due ruote italiana era dominata dalla mitica e intramontabile Vespa primo vero ed unico scooter, ma anche i ciclomotori occupavano una buona fetta di mercato...Piaggio, Garelli e Malaguti erano i marchi che andavano per la maggiore. Fra le prime aziende ad entrare nel mercato degli Scooter negli anni 90, ricordo la francese MBK con il suo Booster un modello che fece letteralmente innamorare giovani e meno giovani, in quanto era equipaggiato con due "grasse" ruote che gli permettevano di affrontare fondi sterrati e sabbiosi.

Dopo MBK, la Piaggio iniziò a produrre tre modelli tanto gradevoli alla vista quanto pratici e performanti : ZIP, SFERA e QUARTZ. Tantissime le unità vendute grazie alla qualità dei materiali ed alle performance dei motori con trasmissione automatica : monocilindrici da 50cc con raffreddamento ad aria per i primi due, mentre il Quartz era raffreddato a liquido, soluzione fino a quel momento esclusiva di mezzi dalla cilindrata maggiore.

Con questi tre gioiellini, il gruppo Piaggio conquistò il mercato italiano, i tre scooter si prestavano bene alle elaborazioni ed anche il mercato dei componenti after market vide negli anni 90 il periodo più fiorente. La gamma fu presto ampliata con il Free un modello a ruote alte che non riuscì ad eguagliare il successo di ZIP e SFERA.

Il mio primo approccio con i mezzi a due ruote avvenne proprio in sella allo ZIP di un amico...ricordo di essere rimasto sorpreso dallo scatto e dall'accelerazione del piccolo scooter dell'azienda di Pontedera, tanto che iniziai a martellare i miei genitori per farmene comprare uno.

Ben presto arrivarono anche gli altri marchi a proporre i loro scooter, fra questi ricordo bene Malaguti con il suo F10 presentato nel 1992, un mezzo rapido, scattante e veloce merito del motore e delle dimensioni molto contenute. Proprio per questo motivo però, i piloti più alti, soffrivano una mancanza di abitabilità alla guida dell'F10.

Nel 1993 Aprilia lanciò sul mercato lo Scarabeo, un piccolo scooter da 50cc caratterizzato da un design classico con linee tondeggianti e ruote alte che ne aumentavano la stabilità sui pavè cittadini. Scarabeo 50 raccolse svariati consensi fra il pubblico maschile e femminile, e tutt'oggi continua ad essere uno degli scooter più ambiti, nonostante sia cambiato pochissimo a livello estetico.

Nello stesso anno Piaggio propose, con il marchio Gilera uno scooter nuovo, il Typhoon 50. Questo nuovo modello sportivo, aveva nella robustezza e nella generosa abitabilità i suoi punti di forza. Come il Booster, il Typhoon era equipaggiato con una coppia di pneumatici maggiorati e tassellati che gli permettevano di affrontare con disinvoltura anche le strade sterrate, inoltre il piccolo 50cc aveva un capiente vano portacasco sotto la sella, cosa che mancava al diretto avversario francese.

Tutto il decennio fu una vera e propria rivoluzione, i modelli succedutisi nel tempo sono stati svariati e le cilindrate sono aumentate a dismisura come le prestazioni. Oggi gli scooter 50 hanno perso parecchie quote di mercato a causa delle assicurazioni elevate che, paradossalmente, favoriscono l'acquisto di modelli di cilindrata maggiore. Tuttavia gli scooter continuano a riscuotere consensi grazie alla praticità di utilizzo, isuperabile, offerta dalla trasmissione automatica, dai numerosi porta oggetti e dai ridotti costi di gestione, caratteristiche che li rendono più appetibili delle cugine moto.

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