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Si chiama T12 Massimo ed è l’essenza pura e assoluta della moto sportiva, l’ultima grande opera del maestro Massimo Tamburini. Un progetto nato nel 2012 che il celebre tecnico riminese non fece in tempo a realizzare a causa della malattia che il 6 aprile del 2014 ne causò la scomparsa.

La morte di Massimo (qui il riassunto della sua carriera) non ha fermato lo sviluppo di quello che sarebbe stato il suo gioiello più raffinato, rimasto si incompleto ma definito su ogni dettaglio. In questi due anni la famiglia Tamburini si è impegnata a completarlo ed oggi possiamo finalmente ammirarne la straordinaria bellezza e conoscerne gli innovativi contenuti tecnici.

LA T12 MASSIMO

La T12 Massimo è una sportiva estrema, pensata per la pista ma non per i campionati e per questo progettata liberamente, senza alcun vincolo come quelli imposti dai regolamenti tecnici. Una moto senza compromessi, libera soprattutto da quelle regole che Tamburini dovette rispettare per tutta la sua vita professionale come le norme di omologazione, i massimali di bilancio, i vincoli di produzione e quant’altro. Una moto che rappresenta quindi il libero sfogo dell’ingegno del più grande tecnico e designer di motociclette sportive.foto tamburini t12 massimo 001

Tamburini iniziò a lavorare al suo progetto nel febbraio 2012, definendo i parametri strutturali e geometrici del suo nuovo telaio e progettando tutti gli altri componenti della ciclistica. Questi furono sottoposti ad analisi FEM per ottimizzarne il peso in relazione alla specifica funzione strutturale. Tale fase si rivelò fondamentale per lo sviluppo di un innovativo sistema di regolazione micrometrica della rigidezza trasversale del telaio, senza dover sostituire alcun componente.
Il sistema, integrato nel telaio con struttura mista a traliccio di tubi in acciaio ad alta resistenza ed elementi in magnesio (cannotto e piastre centrali), è stato brevettato. Disegno e funzionamento rimangono per il momento top secret.

Il telaio della T12  offre la possibilità di intervento anche sui seguenti parametri : angolo e geometria di sterzo, fulcro forcellone (pivot), assetto dell’ammortizzatore. Il forcellone monobraccio è una vera e propria scultura, anch’esso realizzato da fusione di magnesio così come la base di sterzo anteriore e il mozzo eccentrico della ruota posteriore, mentre i cerchi ruota sono sempre in magnesio ma realizzati per forgiatura.

Numerosi i componenti in lega di alluminio ad alta resistenza (Ergal) ricavati dal pieno con macchine a controllo numerico (CNC).foto tamburini t12 massimo collaudo

La moto è stata equipaggiata con sospensioni Öhlins GP. L’azienda svedese ha fornito un ammortizzatore da corsa modificato (dotato di una contromolla interna) così come richiesto dallo stesso Tamburini. Il sistema frenante è tutto Brembo GP, dotato di innesti rapidi Staubli che favoriscono la sostituzione rapida delle pinze/ruote senza la necessità di effettuare lo spurgo e/o di rimettere in pressione l’impianto.

Il motore scelto per equipaggiare la T12 è il quattro cilindri in linea della BMW S1000RR nella sua versione SBK più evoluta in grado di erogare una potenza massima superiore ai 230 CV. Un propulsore raffinato ed estremamente avanzato che, come da tradizione Tamburini, contribuisce alla funzione strutturale del telaio.

Tutta la meccanica della T12 Massimo è celata da un leggerissimo quanto efficace ed elegante "abito" in carbonio realizzato da una società leader nel settore dell’automotive/aeronautica.

Il serbatoio anch’esso in carbonio è di tipo portante. Si tratta di un unico pezzo che assolve a ben quattro compiti ovvero, stoccaggio del carburante, chiusura dell’airbox e sostegno al pilota e al codino. Un componente che contribuisce quindi in modo incisivo al contenimento del peso che su questa moto si attesta sui 154,5 kg a secco.foto coda tamburini t12 massimo

Ovunque la si guardi la T12 Massimo appare compatta e filante. Il suo design rappresenta il miglior compromesso fra efficacia aerodinamica e appeal estetico. Decisiva in tutto ciò la realizzazione ad hoc di un impianto di scarico quattro in uno che, alloggiato nella pancia della carenatura risulta praticamente invisibile.
La strumentazione e tutta l'elettronica sono della Motec mentre i cablaggi, di dimensioni estremamente ridotte, provengono dal settore aerospaziale.foto ponte comando tamburini t12 massimo

Così come la vedete, la T12 Massimo è in uno stato di pre-serie, ovvero pronta ad essere replicata, ma è ancora presto per parlare di numeri di produzione (che saranno comunque limitati) e del prezzo che si preannuncia esclusivo ed adeguato al valore tecnico/simbolico del mezzo.

VIDEO T12 MASSIMO

SCHEDA TECNICA

Propulsore Tipo: BMW S1000RR SBK
Cilindrata: 999cc
Alesaggio e Corsa: 80mm x 49,7mm
Distribuzione: ingranaggi 4 valvole per cilindro
Raffreddamento: a liquido
Potenza max: oltre 230 cv all’albero
Elettronica: MOTEC M170
Lubrificazione: carter umido
Sistema di scarico: T12 Pista 4 in 1 Arrow
Trasmissione primaria: ingranaggi
Frizione: multidisco in bagno d’olio
Cambio: race , 6 marce, quick shift elettronico up/down
Trasmissione finale: catenafoto scarico tamburini t12 massimo

Ciclistica: Brevetto regolazione trasversale rigidezza telaio
Telaio ibrido: acciaio/magnesio/ergal
Sospensione anteriore: Öhlins GP
Sospensione posteriore: Öhlins GP
Freno anteriore: Brembo Racing
Pompa freno anteriore (CNC) : PR 19-18 GP
Pinze freno anteriori: GP, P4.34/38 Monoblocco radiale con attacchi rapidi Staubli
Dischi anteriori: D320 x 6.75 trascinamento T in acciaio
Freno posteriore: Brembo racing
Pompa freno posteriore: PS13 GP (CNC con serbatoio incorporato)
Pinza posteriore: GP, monoblocco radiale P2.34
Disco posteriore: D218 x 4.5 in acciaio
Cerchio anteriore: magnesio forgiato
Cerchio posteriore: magnesio forgiato
Pneumatico anteriore: Pirelli Diablo SBK racing 120/70-17
Pneumatico posteriore: Pirelli Diablo SBK racing 200/60-17
Incidenza asse di sterzo: regolabile Offset piastre forcella: regolabile
Avancorsa: regolabile
Interasse: N.D.
Lunghezza totale: N.D.
Capacità serbatoio: N.D.
Peso a secco: 154.5 kg

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