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Attesa finita ! A Misano, teatro domenica prossima del tredicesimo appuntamento stagionale del mondiale MotoGP, Ducati ha tolto finalmente il velo - rigorosamente rosso - al propulsore più atteso dell'ultimo lustro. Desmosedici Stradale, questo il nome del V4 che manderà a breve in pensione il buon "vecchio" bicilindrico Superquadro.

Si apre dunque una nuova era che vedrà le prossime sportive Ducati d'alta gamma, equipaggiate con questo nuovo ed ipertecnologico motore dal frazionamento più "generoso". Quattro cilindri a V di 90° ruotato all’indietro (42°), questa è l'architettura scelta dai tecnici di Borgo Panigale per battere la concorrenza nipponica in Superbike. Un concentrato di tecnologia, realizzato mutuando soluzioni tecniche già utilizzate in MotoGP, a cominciare da quello che rappresenta il cuore del motore della Desmosedici GP: le teste. La fluidodinamica di queste vanta le stesse dimensioni e geometria utilizzate sulle moto di Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo.foto ducati desmosedici stradale 001

Il Desmosedici Stradale è progettato attorno al sistema Desmodromico che comanda le quattro valvole di ogni cilindro, e qui raggiunge il suo massimo livello di sofisticatezza, compattezza e leggerezza. Le dimensioni estremamente ridotte delle testate e del propulsore tutto, permettono di contenere sezione frontale e quote ciclistiche del veicolo, a grande vantaggio della maneggevolezza e agilità nei cambi di direzione.

Quest'ultima caratteristica è ulteriormente enfatizzata dall'adozione di un albero motore controrotante, in grado di ridurre l’effetto giroscopico delle ruote. Si tratta di una soluzione impiegata in MotoGP, in grado anche di contenere la tendenza all’impennata in accelerazione ed al ribaltamento in frenata. I perni di biella sfalsati di 70° comportano un ordine di accensione del tipo "Twin Pulse" (sequenza cilindri lato sinistro: 0°, 90°; lato destro: 290°, 380°) che, oltre a regalare un sound coinvolgente ed appagante, genera un’erogazione facilmente gestibile ed un’ottima trazione in uscita di curva. L’albero motore, realizzato in acciaio nitrurato con perni di biella a doppia rettifica, ruota su tre supporti dotati di bronzine di banco.foto albero motore ducati desmosedici stradale

La progettazione del propulsore è stata impostata fissando l’alesaggio dei pistoni a 81 mm, valore limite consentito dal regolamento tecnico del campionato MotoGP; è inoltre il più elevato del segmento delle supersportive 4 cilindri. Tali pistoni in alluminio, realizzati con la speciale tecnologia "box in box" che permette di contenere gli attriti e i carichi inerziali, senza compromettere resistenza e rigidezza rigidezza, sono dotati di due segmenti e un raschiaolio. Le bielle in acciaio sono state realizzate per forgiatura ed hanno un interasse di 101,8 mm. Il rapporto di compressione generato è di 14:1.

Per rendere più appagante l'uso stradale di questo propulsore dal DNA sportivo, dotato di cilindrata (1.103 cc), i progettisti hanno lavorato per massimizzare le doti di coppia ai medi regimi. I dati dichiarati riferiscono una potenza massima di oltre 155 kW (210  CV) a 13.000 giri/minuto, e una coppia di oltre 120 Nm (12,2 Kgm) nel range che va dagli 8.750 ai 12.250 giri/minuto, in configurazione Euro 4.

L’ampio spazio disponibile tra la V dei cilindri ha permesso di collocare in una posizione più vantaggiosa la pompa dell’acqua, e di avere un airbox di grande volume (12,8 litri). L’aspirazione è affidata a un corpo farfalle dotato (per la prima volta) di cornetti a geometria variabile. Il sistema di alimentazione è completato da quattro corpi farfallati ovali aventi diametro di 52 mm, dotati ognuno di due iniettori: uno sotto e l’altro sopra la farfalla.foto cornetti ducati desmosedici stradale

Il cambio a sei rapporti è stato studiato appositamente per il motore Desmosedici Stradale ed è dotato di sensore marcia rotativo per lavorare in maniera ottimale assieme al Ducati Quick Shift (DQS) up & down. La frizione, in bagno d’olio, con comando idraulico ha 11 dischi guarniti, prevede un sistema ad asservimento progressivo che permette di incrementare il carico sui dischi senza penalizzare lo sforzo alla leva richiesto al pilota per il disimpegno della frizione.

Con un peso di 64,9 Kg, il Desmosedici Stradale è solo 2,2 Kg più pesante del bicilindrico Superquadro da 1.285 cc. Per ottenere questi valori sono stati utilizzati materiali adeguati quali il magnesio, una speciale lega dal ridotto peso specifico che è stata utilizzata per la realizzazione dei coperchi delle teste, della coppa dell’olio, del coperchio dell’alternatore e di quello della frizione.

I carter motore sono invece in alluminio, realizzati in fusione per gravità e accoppiati con taglio orizzontale. Il semicarter superiore integra le quattro canne dei cilindri in alluminio con riporto al nikasil: uno speciale trattamento che assicura protezione dall’usura e basso attrito.foto motore ducati desmosedici stradale

La lubrificazione del Desmosedici Stradale è a carter semi-secco con stadi di mandata e di recupero: il raffreddamento dell'olio avviene tramite un piccolo radiatore dedicato, collocato sotto il radiatore dell'acqua.

Nonostante le cresciute prestazioni rispetto al motore Superquadro, il controllo ed eventuale regolazione del gioco valvole (Desmo Service) rimane invariato ogni 24.000 km, mentre i tagliandi sono confermati ogni 12.000 Km/12 mesi.

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