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Da un paio di giorni infuria in rete la polemica. Sotto accusa uno SPOT pubblicitario mandato in onda dalle reti RAI, con il quale la stessa promuove il proprio impegno a trasmettere sui suoi canali la 99esima edizione del Giro d’Italia.

Nel breve cortometraggio il ciclismo viene messo a confronto con il motociclismo, discreditando quest'ultimo anche attraverso allusioni irrispettose nei confronti di chi il motociclismo sportivo lo pratica o semplicemente lo segue. Così recita la voce dello spot:

  • Vicino a loro alla partenza non vedrete mai bellissime donne con un ombrello, perché a loro il sole piace prenderlo in faccia;
  • Quando piove le gare non vengono mai interrotte, perché il loro sudore bagna molto più della pioggia;
  • Nessuno li segue seduto da una tribuna perché i tifosi corrono insieme a loro;
  • Non indossano tute integrali per proteggersi, perché per loro le ferite sono medaglie.

Sono i grandi eroi del ciclismo...il vero sport su due ruote !

INDIGNAZIONE GENERALE

Immediate e numerose le critiche del popolo delle due ruote a motore e a pedali, già perché sempre più spesso i ciclisti sono anche motociclisti ed è quindi raro che possano entrare in reciproca competizione. A esprimere il proprio dissenso anche il Presidente della FMI (Federazione Motociclistica Italiana) Paolo Sesti, intervenuto con il seguente messaggio:

"Sono rimasto negativamente colpito da quello spot non solo perché il ciclismo viene definito come il vero sport su due ruote, ma soprattutto per la metodologia della contrapposizione: l’esaltazione di una specialità sminuendo, con continui riferimenti, il valore di un’altra è operazione superficiale e non corretta, forse realizzata da chi non conosce davvero bene né il ciclismo né il motociclismo. Due mondi preziosi e gloriosi per lo sport italiano che hanno, entrambi, scritto pagine epiche a livello internazionale. Motociclismo e ciclismo non si sono mai contrapposti perché nati dalla passione comune per quei valori che solo lo sport al più alto livello può esprimere. In definitiva uno spot che non rende merito a nessuno, ma che soprattutto danneggia l’immagine dei nostri piloti ed appassionati. Una caduta di stile inaspettata, soprattutto dalla RAI!".

LO SPOT SOTTO ACCUSA

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