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Sembra ormai inevitabile la chiusura della Moto Malaguti di Castel San Pietro. La nota azienda italiana, con ottanta anni di storia, è giunta ormai al capolinea e dopo lo stop alla produzione del mese di aprile ecco che arriva la richiesta di mobilitazione per 160 dipendenti.

A lavorare in azienda rimarranno soltanto 17 persone, il cui compito sarà quello di vendere i ricambi per i mezzi ancora in circolazione.

Le speranze di ripresa sono fievoli e a fine ottobre scadrà il periodo di cassa integrazione straordinaria che darà inizio ai licenziamenti per cessazione parziale dell'attività nel caso in cui non ci dovessero essere acquirenti. La procedura è già stata avviata e partirà agli inizi di novembre.

Nessuna traccia di acquirenti attualmente, perché le manifestazioni d’interesse che sono state tenute in questi mesi, non hanno portato a nulla di positivo e i proprietari, non sembrano ancora intenzionati a cedere il marchio. Anche sul versante della cessione degli stabilimenti di Bologna e Castel San Pietro nulla si è mosso. Per questi motivi la controversia si è bloccata. L’azienda non si è mossa dalla richiesta di mobilità che i sindacati non hanno accettato.

Un'ultima speranza si prospetta con la formazione di un tavolo di crisi Regionale dove si tenterà, fino all’ultimo, di trovare una soluzione.

GIULIANA RIGHI - FIOM

"La convocazione non è ancora arrivata nonostante le nostre numerose sollecitazioni. Ormai il tempo a disposizione è molto poco e abbiamo il timore che ci siederemo attorno al tavolo quando l’azienda avrà già chiuso da un pezzo. È chiaro che noi non possiamo accettare l’ipotesi della mobilità, bisogna muoversi per tentare di mantenere in vita l'azienda."

GRAZIANO PRANTONI - Assessore Provinciale attività produttive

"I sindacati hanno chiesto di trasferire la trattativa in Regione. Siamo convinti che presto arriverà la convocazione e tutti faremo in modo di salvare un’azienda molto importante per il nostro territorio."

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