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Nelle moto, come in tutti i veicoli gommati, l'aderenza al terreno è affidata alla superficie di contatto pneumatico/suolo. Si tratta di pochi, ma fondamentali, centimetri quadrati che ci permettono di guidare in (relativa) sicurezza, veicoli a due sole ruote di qualsiasi genere e su svariate tipologie di terreno.

Negli ultimi 20 anni, le moto si sono molto evolute, ed hanno subìto un consistente e progressivo incremento prestazionale che ha obbligato i costruttori di pneumatici, ad adeguare i loro prodotti per permettere, a tali mezzi, di esprimere tutto il loro potenziale. Grazie alle moderne tecniche costruttive, le gomme di oggi sono quindi più sicure, performanti e confortevoli, ma anche più durevoli di quelle di qualche decennio addietro.

CHI PIÙ NE HA PIÙ NE METTA

L'aumento di utenti - appassionati e non delle due ruote - e quindi del parco moto/scooter circolante, unitamente all'introduzione di nuove categorie di veicoli, ha inoltre indotto i costruttori di pneumatici ad ampliare le rispettive gamme prodotti. Così per ogni singolo segmento di mercato, sono oggi disponibili molteplici soluzioni, in grado di soddisfare le esigenze più disparate, ma anche di rendere più lunga, noiosa e difficile la scelta, in particolar modo a coloro i quali si sono da poco affacciati al mondo delle due ruote.

I RISCHI DI UNA SCELTA SBAGLIATA

Acquistare un treno di gomme, adatto alla destinazione d'uso - che non sempre coincide con il segmento di appartenenza della propria moto -, è fondamentale: tanto per la sicurezza, quanto per il divertimento del consumatore. Una scelta che va quindi ragionata, e non presa alla leggera. Nel caso ad esempio delle moto sportive, sovente capita di vedere qualcuno usare mezzi equipaggiati con coperture SC (in mescola) da pista, per circolare su strade aperte al traffico.

Questo perché magari si pensa di riuscire ad andare così veloce, da poterne sfruttare il potenziale anche su strada. In realtà, essendo progettate per dare il massimo in pista, dove sono sottoposte a sollecitazioni elevatissime per via dell'alta velocità e delle ripetute frenate e accelerazioni, le gomme in mescola non potranno mai offrire, nell'uso stradale, performance paragonabili a pneumatici concepiti invece per tale impiego. Il rischio è quindi quello di circolare sempre con le gomme fredde e in condizioni di scarsa aderenza.

Anche l'uso di pneumatici Off-Road su strade asfaltate è un'abitudine rischiosa, oltre che anti-economica. La superficie di contatto pneumatico/suolo, in tal caso è molto ridotta e con essa quindi anche l'aderenza, tanto in marcia, quanto più in curva ed in frenata. Inoltre essendo stati concepiti per affrontare terreni più morbidi, le gomme Off-Road, sull'asfalto si consumano molto rapidamente.

CATEGORIE DI PNEUMATICI

Per scegliere la gomma giusta, occorre innanzitutto conoscere classificazione, caratteristiche e differenze principali dei prodotti reperibili sul mercato. Vediamo a seguire quali sono:

Pista: si tratta di pneumatici concepiti per l'uso esclusivo in circuito, pertanto solo a certi ritmi sono in grado di esprimere tutto il loro potenziale. In linea di massima si possono suddividere in tre categorie: slick, intagliate e rain. Vediamo in dettaglio quali sono le caratteristiche delle tre sottocategorie:

  • Slick: il battistrada completamente liscio, privo di intagli, offre grande aderenza su asfalto asciutto. Il profilo è studiato per garantire grande maneggevolezza nei cambi di direzione e stabilità alle alte velocità;
  • Intagliate: carcassa, mescole, e disegno del battistrada sono progettati per garantire stabilità, grip e trazione in condizioni di asfalto umido/bagnato.
  • Rain: la quantità di scanalature presenti sul battistrada, permettono a queste gomme di scaricare "vagonate" di acqua e di evitare quindi l'effetto aquaplaning su asfalto molto bagnato.

Questo tipo di gomme non è omologata per la circolazione su strada, tuttavia alcuni costruttori hanno messo in commercio delle versioni del tutto simili a quelle da pista, ma omologate per l'uso anche su strade aperte al traffico e quindi dotate di una minima quantità di intagli per il drenaggio dell'acqua. E' comunque sconsigliabile usare tali gomme su strada, se non esclusivamente per raggiungere i circuiti in sella alla moto con la quale si dovrà poi effettuare il turno di prove. Tutte le gomme racing vengono generalmente proposte in diverse opzioni di mescole.

Strada/Pista: si tratta di gomme dal DNA sportivo, ottimizzate per l'uso misto stradale e pistaiolo (amatoriale). Il battistrada presenta un certo numero di intagli, che può variare in funzione del modello di pneumatico, con le varianti più sportive caratterizzate da una superficie completamente slick sulla spalla. Per uso prettamente stradale, è comunque consigliabile installare degli pneumatici con una buona quantità di scanalature, così da favorire un adeguato deflusso dell'acqua in condizioni di asfalto bagnato. L'offerta per questa tipologie di gomme è molto ampia, e in commercio è possibile reperire soluzioni monomescola (più economiche) e bimescola, ovvero ottimizzate per durare di più e per garantire al tempo stesso un'ottima aderenza in curva.

Sport-Touring: stabilità, grande aderenza su bagnato, comfort in marcia, profili più arrotondati, e chilometraggi ancora più elevati. Sono queste le caratteristiche degli pneumatici per uso sportivo/turistico. Questo tipo di gomme sono caratterizzate dalla presenza di molti più intagli rispetto alle due categorie precedenti e sono indicate per chi, in sella al proprio veicolo, percorre parecchi chilometri all'anno. Anche in questo caso l'offerta è molto ampia, e in commercio è possibile reperire soluzioni monomescola e bi-mescola.foto ducati supersport s

Custom/Cruiser: pneumatici concepiti per resistere ai grandi valori di coppia e peso, tipici delle moto equipaggiate con motori bicilindrici a V di grande cilindrata. I prodotti di qualche anno fa erano robusti e quindi durevoli, ma certamente poco performanti in termini di grip. Oggi le cose sono cambiate, ed in commercio è possibile trovare prodotti eccellenti, tanto in termini di prestazioni (maneggevolezza, comfort, aderenza), quanto di durata. I pneumatici appartenenti a questa categoria, hanno generalmente, profilo arrotondato (per favorire la stabilità e una graduale discesa in piega), spalle alte, e battistrada ricco di intagli concentrati nelle aree utili a scaricare l'acqua in caso di pioggia.

On/Off: pneumatici di compromesso, ovvero concepiti per l'impiego sia su strade asfaltate, che su terreni accidentati. Presentano quindi un battistrada con numerose scanalature e un disegno studiato per offrire aderenza e trazione sia nella guida on-road che off-road (perlopiù sterrati e terreni sabbiosi). In fase d'acquisto occorre valutare bene in quale ambito saranno impiegati, poiché esistono modelli più votati all'uso stradale, altri invece all'uso promiscuo (50% su strada e al 50% in fuoristrada), ed altri ancora all'impiego in fuoristrada. Vale il principio che più ampie e profonde sono le scanalature, più la gomma è adatta all'impiego in fuoristrada.foto bmw r 1200 gs rallye 2017

Off-Road: a questa tipologia di pneumatici appartengono tutti quei prodotti ideati per equipaggiare le moto da fuoristrada, quindi appartenenti ai segmenti enduro, motocross e trial. Tutte e tre le tipologie hanno il battistrada tassellato, ma rapporto vuoto per pieno differente. Vediamo in dettaglio quali sono le caratteristiche delle tre sottocategorie:

  • Enduro: pneumatici concepiti per terreni più duri, in grado di offrire una buona resa chilometrica se usati in fuoristrada. Non disdegnano l'impiego stradale, ma se quella è la destinazione d'uso principale, è bene scegliere un prodotto con tasselli meno accentuati;
  • Motocross: pneumatici concepiti per terreni molli, umidi, fangosi, quindi in grado di fornire una elevata trazione. Il battistrada è dotato di tasselli più piccoli rispetto ai modelli da enduro, e quindi di scanalature più ampie per favorire l'espulsione del fango. Rispetto alla categoria precedente sono anche più leggeri, ma se impiegati su terreni duri tendono a consumarsi più rapidamente. Per questo motivo è sconsigliabile l'installazione su moto che vengono impiegate anche su strada;
  • Trial: concepiti per fare presa sui terreni rocciosi (asciutti e/o umidi), gli pneumatici appartenenti a questa categoria sono estremamente leggeri, per favorire la manovrabilità della moto, ed al tempo stesso dotati di una carcassa molto resistente.

COMPOSIZIONE E DISEGNO DEL BATTISTRADA

Il battistrada è quello strato della mescola che entra a diretto contatto con il fondo, sia esso stradale, roccioso, fangoso ecc. Ad esso è quindi demandato il compito di produrre l'attrito necessario a trasformare l'energia termico-meccanica generata dal motore, in energia cinetica, e a tenere la moto "incollata" al suolo quando si affrontano le curve.

Il battistrada può avere o non avere, a seconda dell’impiego cui lo pneumatico è destinato, delle scanalature. Queste ultime devono essere valutate in fase di scelta, poiché più il battistrada sarà ricco di scanalature, più esso sarà idoneo a terreni bagnati, sporchi e/o poco compatti. Viceversa invece un battistrada con poche scanalature o completamente privo di intagli, offrirà migliori performance su fondi compatti come ad esempio l'asfalto.

Negli ultimi anni anche il battistrada ha naturalmente subìto una evoluzione tanto nel disegno, quanto nella mescola che lo compone. I costruttori hanno cercato di ottimizzare l'usura, troppo spesso irregolare degli pneumatici Strada/Pista e Sport-Touring, senza comprometterne però le prestazioni in piega. L'obiettivo è stato raggiunto con l'introduzione dei battistrada bi-mescola. Tale tecnologia permette di avere una fascia centrale più dura per ridurre lo "spiattellamento" degli pneumatici tipico dell'uso stradale, e due fasce laterali con mescola più morbida, che assicura quindi un grip maggiore in curva (anche su bagnato).schema pneumatici moto bi mescola

LE SIGLE RIPORTATE SULLA SPALLA

Saper leggere le sigle (marcature) riportate sulla spalla dello pneumatico, è fondamentale per evitare di acquistare e poi installare sul proprio veicolo un prodotto inadeguato. Ricordiamo infatti che guidare un mezzo equipaggiato con pneumatici di misure differenti da quelle indicate sul libretto, è un'azione illegale che viene severamente punita dalla legge. Ma vediamo in dettaglio qual è il significato delle varie scritte riportate sulle spalle degli pneumatici di tipo motociclistico: schema marcature pneumatici moto

1) Nome del produttore;

2) Numero modello;

3) Nome modello;

4) Larghezza in mm; 

  1. 5) Altezza del fianco espressa in percentuale (70% di 120 mm);

6) La lettera R indica che lo pneumatico è di tipo radiale, la Z invece che si tratta di uno pneumatico per alte velocità;

7) Diametro del cerchio espresso in pollici;

8) La sigla M/C identifica tutti gli pneumatici di tipo motociclistico;

9) Indicatore di carico (60), e di velocità (W);

10) Qualora presente, la scritta Tubeless indica che siamo in presenza di uno pneumatico privo di camera d'aria;

11) Pressione massima di gonfiaggio a freddo e limite di carico;

12) Paese d'origine;

13) Sigla DOT = Abbreviativo di Dipartimento dei Trasporti di Stati Uniti e Canada;

14) Senso di rotazione;

15) Punto di bilanciamento;

16) Dettagli costruttivi;

17) TWI = indicatore usura battistrada. Serve come riferimento rapido per trovare l'indicatore di usura presente sul battistrada;

18) DOT = Codice alfanumerico composto. Le ultime quattro cifre indicano la settimana e l'anno di produzione dello pneumatico;

Nelle gomme invernali viene inoltre riportata la dicitura M + S, ovvero Mud + Snow, che tradotto significa fango + neve.

OCCHIO ALLA DATA DI PRODUZIONE

Luce, umidità, sbalzi di temperatura e fonti d'Ozono sono fattori di invecchiamento. Per tale motivo i costruttori di pneumatici hanno definito, in ambito ETRTO (Associazione Tecnica Europea dei Produttori di Pneumatici e Cerchi), delle specifiche raccomandazioni per il corretto immagazzinamento degli pneumatici. Tali raccomandazioni, che potete leggere qui, sono poi state riprese dalla norma UNI 11061 “Istruzioni per l'immagazzinamento dei pneumatici, delle camere d'aria e dei protettori”.foto dot pneumatici moto

Come abbiamo già detto al punto 18 del paragrafo precedente, il DOT indica anche il periodo di produzione dello pneumatico. Importanti sono, a tal proposito, le ultime quattro cifre del codice alfanumerico, in quanto indicano la settimana (le prime due) e l'anno di produzione (le altre due) dello pneumatico. In fase d'acquisto è bene quindi verificare il periodo di produzione delle gomme, e che lo stoccaggio delle stesse sia avvenuto in modo scrupoloso e nel pieno rispetto di quanto previsto dalla normativa.

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